
Dal 2007 a oggi, sono numerose le iniziative che si stanno portando avanti a livello regionale per dare una sferzata di vitalità al settore del tessile e della moda calabrese, a partire dall’istituzione della Camera della Moda della Regione Calabria, nel luglio 2007.
Con questa iniziativa la Calabria è la prima Regione italiana a dotarsi di un organismo operativo in tal senso. La Camera Regionale mutua direttamente dalla Camera Nazionale della Moda con sede a Milano, e si prefigge il compito di tutelare, coordinare, diffondere e potenziare l’immagine del Made in Calabria. «La Calabria – ha affermato il presidente della Camera regionale Giuseppe Fata – ha finalmente un organismo che consentirà all’estro calabrese di potersi esprimere con creatività e intelligenza senza sprecare energie».
Nel luglio 2007 è stata attivata un’altra importante iniziativa. È stato, infatti inaugurato, presso l’aeroporto di Lamezia Terme, un punto vendita pilota dell'associazione Calabria Textile che su iniziativa della Fondazione Field, raccoglie un gruppo di piccole aziende di artigianato tessile di qualità. L'iniziativa, è stata possibile grazie alla sinergia con la Camera di Commercio di Catanzaro, che ha offerto lo spazio commerciale all’interno dello scalo lametino.
Secondo Paolo Abramo, Presidente di Unioncamere Regionale, “è un’esperienza largamente positiva, che ha raccolto nel primo anno un fatturato significativo di oltre 100 mila euro, ma soprattutto è un’importante vetrina offerta alle imprese tessili calabresi che rappresentano ancora oggi un anello debole dell’economia regionale”. Lo spazio comune realizzato “ha consentito di mettere insieme tante debolezze facendone un elemento di forza”.
Il 2009 segna il proliferare di numerose iniziative. Come ad esempio, il progetto Ginestra Valley, presentato a Vibo Valentia nel mese di settembre e promosso congiuntamente da Confindustria Vibo Valentia e dall’istituto Artes. L’iniziativa mira alla costruzione di un innovativo distretto produttivo nel territorio calabrese, partendo dalla ginestra. L’istituto Artes intende dimostrare che è possibile rigenerare l’intero tessuto socio-economico calabrese, creando posti di lavoro, ma soprattutto infrastrutture di qualità, imprese competitive e ricerca d’avanguardia.
In un momento d’incertezze produttive e d’instabilità di mercato, enti e aziende reagiscono con un programma unitario di aggressione del mercato puntando sull’internazionalizzazione. E’ così, infatti, per la cordata di aziende calabresi del settore sposa-alta moda con capofila lo stilista Giuseppe Sarubbo, Giusari, di Catanzaro. Lo stilista sta realizzando un programma di sviluppo internazionale che coinvolge oltre alla sua azienda, altre importanti imprese calabresi del settore sposa-alta moda: Tommaso Strangis di Lamezia Terme, La Sposa Chic by Catapano di Cosenza, Lino Valeri di Gioiosa Ionica, Monterosso di Catanzaro. Il gruppo ha partecipato a "Sì-Sposaitalia", la più importante manifestazione internazionale del settore sposa e cerimonia in Italia, che si è tenuta a Milano nel mese di giugno. La cordata si pone come primo obiettivo che i progetti dell’Unioncamere e della Regione Calabria utilizzino il settore moda come testa di ponte nei nuovi mercati emergenti. Sono stati avviati, infatti, i primi accordi affinché i nuovi progetti triennali della Regione siano elaborati proprio ascoltando e interagendo col tessuto produttivo.
Va nella stessa direzione, quella della collaborazione e dell’internazionalizzazione, l’accordo che le Regioni Calabria e Toscana hanno siglato a Gioia Tauro per cogliere le opportunità offerte dai mercati mediterranei. I due assessori alle attività produttive e allo sviluppo economico, Ambrogio Brenna e Francesco Sulla, hanno stretto un accordo per incrementare gli scambi con Marocco, Tunisia, Egitto e Albania, partendo dalla modernizzazione e integrazione delle attività portuali di Gioia Tauro e Livorno. Il progetto si chiama “Inpromed” e punta a creare una rete permanente di relazioni economiche tra le due regioni italiane e i quattro Paesi mediterranei a favore delle imprese che operano nei comparti: logistica, agroindustria, artigianato di qualità, meccanica e costruzioni. Durante la presentazione dell’accordo, Stefano Zirilli, del Consorzio calabrese ‘Coser’ ha illustrato il progetto di cooperazione con il Marocco per la costruzione di un “Archivio del sapere tessile” dal quale s’intende anche far scaturire la creazione di nuovi prodotti.
Si chiama Cangiari, che in dialetto calabrese e siciliano vuol dire “cambiare”, ed è la novità degli ultimi giorni. Un nuovo marchio di moda che nasce su iniziativa del consorzio Goel di Locri, presentato il 24 settembre a Milano con due padrini d’eccezione: Santo Versace e l’ex vescovo di Locri Giancarlo Bregantini. L’obiettivo è ambizioso: portare nelle vetrine dell’alta moda i prodotti del raffinato artigianato delle cooperative tessili calabresi. “L’idea - racconta Vincenzo Linarello, presidente del consorzio Goel - è nata dalla necessità di dare mercato a prodotti di qualità elevata, fatti a mano secondo la tradizione locale, che non trovavano sbocco a livello locale.”
Il marchio Cangiari avrà un posizionamento elevato, una ricerca stilistica che si avvale di giovani e affermati talenti creativi, una grande attenzione all’uso di materiali ecocompatibili e una mission che associa all’operazione imprenditoriale significati civili. “Ogni capo - continua Linarello - diventa un messaggio di legalità e di lotta a tutti quei fattori, criminali e non solo, che impediscono alla Calabria e al Mezzogiorno di esprimere il proprio potenziale di sviluppo economico e culturale”.
Saranno circa 40 le persone che lavoreranno intorno al marchio Cangiari, la produzione sarà interamente localizzata in Calabria, mentre la distribuzione avverrà attraverso showroom multimarca in Italia e all’estero. Cangiari, grazie alla partnership con la Camera della Moda, farà la sua apparizione alla prossima edizione della Settimana della Moda di Milano.
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Fonte: www.calabrialavoro.eu