
Il ricamo su tulle di Panicale deriva da antiche tradizioni locali, come testimoniano i manufatti di produzione conventuale conservati ancora nelle nostre chiese. Questa tecnica, molto diffusa nell'800 dopo l'invenzione del telaio per tulle meccanico (1809), rappresentava un modo veloce per la produzione di pezzi simili al merletto ad ago. Negli anni '20 fu rielaborata da Anita Belleschi Grifoni, che ne perfezionò la lavorazione fondando anche una scuola di ricamo su tulle, a cui diede nome "Ars Panicalensis". La scuola di ricamo offrì la possibilità a molte donne Panicalesi di compiere un primo passo verso l'indipendenza economica.
L'esecuzione del ricamo necessita di una precedente imbastitura su un doppio supporto costituito da carta oleata (disegnata) a carta da pacchi. Si esegue poi il ricamo ad ago con punti filza e differenti retini per produrre effetti di vuoti/pieni e chiaroscuri. Fiori, medaglioni a retina, uccelli del paradiso, volute barocche, sono i soggetti privilegiati dell'Ars Panicalensis uno tra i ricami a mano su tulle più ricercati. Niente macchine da ricamo quindi, ma solo la creatività e l'abilità delle mani.
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