
Cenni storici:
Nel luglio1950 si inaugurava con la "I ° mostra mandamentale di artigianato, industria, e commercio" la prima della lunga serie di esposizioni estive del Merletto a Tombolo Offidano.
Allestita prima nella Sala Consigliare del Comune, e successivamente in diversi ambienti dell’ex convento di S. Agostino, la mostra diventa un’importante vetrina di questo particolare prodotto dell’artigianato locale.
Merletto a Tombolo applicazione
Sin dall’inizio ai lavori moderni sono stati affiancati quelli più antichi, preziose testimonianze di secoli di paziente intreccio.
L’esposizione ha sempre mantenuto un ordine tipologico, dalla lavorazione (sempre ricorrendo a merlettaie al lavoro su diversi punti), al merletto nelle sue vaste utilizzazioni.
Gli oggetti antichi e moderni, sistemati in stretta relazione fra loro per sottolineare continuità e trasformazioni di un’arte tanto antica e diffusa nella popolazione da perdere il ricordo della sua origine.
Di proprietà del Museo sono per ora, il vestito realizzato nel 1997 per la sfilata di Londra dello stilista Bernardi e circa una sessantina di piccoli lavori, significativi per i diversi punti e disegni tradizionali, donati dalle merlettaie.
Nel Museo sono temporaneamente depositati per l’esposizione diversi lavori antichi appartenenti a famiglie locali, la cui acquisizione al Museo risulta per ora non realizzabile.
Allestimento e didattica:
Sala 1:
Storia, documenti, fotografie e pubblicazioni sul Merletto Offidano. Attrezzi per la lavorazione, filati, disegni. Campionari e diversi tipi di punti e lavori antichi e moderni.
Sala 2:
Il merletto di Offida nel Mondo: Lavori e disegni realizzati per diverse personalità ed occasioni. Vestito indossato da Naomi Campbell a Londra nel Settembre 1997.
Sala 3:
Ricostruzione della cappellina domestica del Palazzo; il Merletto "Sacro".
Sala 4,5,6,7:
Esposizione tipologica delle varie utilizzazioni del Merletto; Abbigliamento, Sala da Pranzo, Camera, Corredi nunziali e per bambini, Fazzoletti, ecc.
Il turista che, con la consueta curiosità indagatrice, si infila tra le viuzze e le stradine della cittadina, sicuramente si imbatterà, specie durante la stagione estiva, nelle donne offidane; donne di ogni età, sedute presso l’uscio di casa, tutte prese dal lavoro del merletto a tombolo.
Merlettaie di oggi
È uno spettacolo osservarle nel fare uso, con velocità sorprendente, di fuselli, meglio noti come «cann’itt», di fili bianchi (refe bianco o grezzo) e di spilli.
Particolare de "lu capzzal"
Il tombolo rigonfio di segatura, noto come «lu capzzal», e i fili di refe sono indispensabili per comporre figurazioni di ogni tipo: il cantù offidano, il punto Venezia, il punto Rinascimento, ecc.... riproducenti soprattutto immagini di animali, fiori.
LE MERLETTAIE
Poesia scritta da Vincenzo Castelli dedicata alle Merlettaie Offidane
LE MERLETTAIE
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Ormai molto tempo è passato
dagli ultimi freddi invernali.
Fra rapidi battiti d’ali
nel cielo, il gran caldo è arrivato.
Offida silenziosamente
si chiude nel sole, che invade
le case, le piazze, le strade
più largo e più acceso, insistente.
Casi nelle vie del paese
a nugoli le merlettaie
ricercano garrule e gaie
lo scampo di un’ombra cortese.
Sui lastrici scabri e vecchiotti
pressati da intonachi gialli
dispongono i trespoli pallidi
e i tomboli oblunghi e pienotti;
poi mettono mano ai fuselli
ricolmi di rete o cotone
e fanno una lavorazione
di filo e di antichi stornelli.
Il vicolo della Vittoria,
la via Cipolletti. via Roma
e via San Martino e rua Rata
or hanno in comune una storia:
la storia del bianco merletto
che a cerchi, a losanghe ed a strisce,
s’inizia, si snoda e finisce
nel ritmo di un gioco perfetto;
la fiaba del punto Venezia
e del punto Rinascimento
che ormai si ripete da cento,
da cento e cent’anni e si screzia
di spighe, di frutti, di fiori,
di petali e draghi volanti,
e di angioli snelli, oscillanti
fra reti e flessuosi biancori.
Da lungi le verdi fontane
trasmettono un lieve frusciare:
lo soffoca il gran cicalare
di nubili e spose offidane.
Intanto una giostra leggera
e disseminata di stridi
le rondini fanno tra i nidi
e il cielo che annuncia la sera.
Lunghe ore si sono corrose,
e gomitoli e matassine,
ma ormai son fiorite le trine
più nitide e più vaporose.
Poi cadono i tredici tocchi
sonori dell'Avemaria
e allora ogni Carla e Lucia
dal tombolo libera gli occhi.
Allora, un po’ stanche ma gaie,
(le gote un fantino più accese)
da tutte le vie del paese
rincasano le merlettaie.
Vincenzo Castelli
0ffida 28 maggio 1950
L’arte del merletto a tombolo costituisce una tradizione tipicamente femminile che si fa risalire al 1400 allorché iniziò a diffondersi presso i ceti popolari per poi passare (sec. XVII) alle comunità religiose ed alle famiglie aristocratiche. in particolare fu ad opera delle suore benedetti-ne, giunte ad 0ff da nel 1655, (vedere notizie Monastero di S. Marco) che la pratica del merletto acquistò il carattere di massa.
Esempio di centrotavola
Il seicento offidano rappresentò sotto questo punto di vista il secolo caratterizzato da una produzione artigianale considerevole: dalle tovaglie di altare ai manti, dalle gorgiere principesche ai camici prelatizi.
Una lettera della comunità locale, datata 1728 e indirizzata al papa Benedetto XIII (1694-1730) per invocare la proibizione dell’importazione dei merletti nello Stato Ecclesiastico, testimonia la consistenza della produzione dei merletti.
A tale riguardo si segnala l’operato di Maria Carlini Sieber (1762-1833) che, vedova di un violinista cecoslovacco, si dedicò all’insegnamento dell’arte del merletto.
Merletti dunque per la casa e per la chiesa ma successivamente «come utile contributo alle entrate familiari».
Caso unico nell’artigianato femminile dell’italia centro-meridionale, è stata, nel 1979, la costituzione della Cooperativa Artigiana Merlettaie (CO. AR. ME.), con lo scopo di produrre e vendere direttamente i lavori eseguiti secondo l’antica tradizione offidana.
I lavori del merletto e dei pizzi a tombolo più usati sono: il «punto rinascimento (sette coppie di fuselli soltanto), tutti arabeschi di stradelline unite da travette con la “rete” esagonale a nido d’ape; il “punto Venezia” (9-10 coppie di fuselli), arricchito da «riccioli» simili al motivo etrusco dell’onda e della viola in varie forme di fiore; infine, il preziosissimo “pizzo antico”.
Capolavori che, d’estate, nei mesi di Luglio-Agosto, con l’annuale Mostra del merletto a tombolo offidano, organizzata dalla Pro-Loco e con il patrocinio dell’Amm.ne Com.le, riempiono di poesia le stanze della mostra.
Tale manifestazione vuole essere la continuazione e l’integrazione della Fiera del merletto a tombolo offidano, la cui prima edizione si tenne ad Offida dal 6 al 16 Luglio del 1950 (come si legge da una Locandina del 25 Aprile del 1950), con tanto di regolamento per i partecipanti.
Durante tale periodo si teneva anche una Mostra Mandamentale delle attività agricole, industriali e commerciali, con l’obiettivo di passare in rassegna i prodotti artigianali e di incrementarne la lavorazione e la produzione.
Nello stesso periodo si svolgeva una speciale rassegna zootecnica a cura dell’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura.
Dall’estate 1983 il visitatore che giunge ad Offida può ammirare alle porte della cittadina, nei pressi della Rocca, il monumento alla merlettaia.
Opera dello scultore locale Aldo Sergiacomi, costituito da un gruppo bronzeo raffigurante una bambina, un’adulta e un’anziana (simbolo di tre diverse generazioni), intente a lavorare il merletto; auspicio di perenne durata di un’arte che sicuramente merita.
Link: www.comune.offida.ap.it/citta/Musei/m_merletto.htm
Fonte: www.comune.offida.ap.it